TRANI, PUG: E’ SCONTRO DE TOMA – FERRANTE
Quanto dichiarato nelle ultime ore dal capogruppo del Pd, Fabrizio Ferrante, in merito alle decisioni del Tar Puglia sul Pug di Trani, ha provocato la piccata replica dell’assessore all’Urbanistica di Trani, Ninni de Toma. “L’ avv. Ferrante – sostiene l’asessore - tempo fà dichiarò, “avendone” cognizione di causa, che i Contratti di Quartiere erano una bufala e “Mai” si sarebbero attuati, è stato smentito con i fatti l’iter degli stessi è molto avanti. Un anno fa dichiarò che la Regione avrebbe bocciato il Pug e che mai la conferenza di servizi l’avrebbe approvato, anche in questo caso fu cattivo profeta, infatti il Pug venne approvato dalla conferenza di servizi Regione-Comune. Nella seduta di consiglio comunale per l’approvazione del Piano Urbanistico Generale, dichiarò che esso era stato redatto dalla Prof.ssa Barbanente, assessore regionale all’Urbanistica e non dall’amministrazione Tarantini. Oggi, come è solito fare, – sottolinea De Toma – smentisce se stesso e ci dice l’esatto contrario attribuendo il Pug all’amministrazione Tarantini e sostenendo che lo stesso “ inizia a fare acqua”. Cosa significa acqua? La sua idea del fare politica si può tranquillamente comparare alla pelle … diciamo della pancia del canguro. Essa è abbastanza molle ed estensibile a seconda dei momenti, dimostrando di avere una visione elastica a modo Suo delle cose. Posso comprendere l’interesse che l’avv. Ferrante ha ereditato circa l’argomento in questione, oggetto della controversia dinanzi all’organo di giudizio Amministrativo, attesa la lunga storia espressa “in re ipsa” dalla situazione urbanistica di che trattasi. Infatti l’oggetto del contendere è riferito ad una” vecchia tipizzazione” degli anni ‘80 che è stata trattata applicando il principio della perequazione ed uniformandola alle norme Tecniche generali di attuazione del PUG. Il tutto sicuramente in contrasto con le aspettative creatasi nel corso degli anni nell’ambito del privato ricorrente”.
Toma prova infine a spiegare le ragioni dell’amministrazione comunale. “Il Tar, come spiegherà l’ottimo prof. avv. Franco Gagliardi Lagala, ha solo chiesto al Consiglio Comunale di meglio motivare con indicazioni più approfondite il rigetto dell’osservazione presentata dal privato. In sostanza non ha annullato alcuna delibera, come sostiene il “nostro” avvocato. Forse, per la fretta di scrivere l’articolo con foto sghignazzante sul sito, non ha letto bene il dispositivo della sentenza del Tar. Se indicare che il Pug fa acqua significa fare il tifo per la sperequazione di un privato e non per la regolamentazione generale dell’urbanistica cittadina allora non ci siamo proprio. Non è questo il nostro modo di procedere nell’amministrare la città”.
“Sappiamo che l’assessore de Toma esiste ancora. Ne avevamo perse le tracce, ma immancabilmente quando si parla di Pug rispunta dal cilindro dell’amministrazione”. E’ la controreplica di Ferrante, il quale ricorda che ”in Consiglio lo abbiamo atteso invano sulla trattazione del Piano del Traffico, gliene abbiamo dette, sottoscritto compreso, di cotte e i crude (politicamente parlando) eppure lui niente. Invece come si parla di Pug eccolo come al solito inacidito e infastidito più che mai dalle critiche. Però visto che ci siamo è bene chiarire alcune cose: 1.Il contratto di quartiere, sul cui accordo di programma anche l’opposizione è stata favorevole, oggi non è partito nonostante sia stato dato l’ok dal Consiglio comunale mesi addietro.Attendiamo fiduciosi nella speranza che i prezzi finali siano quelli fatti verbalizzare dal sottoscritto sia in commissione urbanistica che in Consiglio; 2.il Pug è stato salvato dall’assessore Barbanente, che rassicurò il de Toma non stravedesse per lui, ma una cosa nata male e poi aggiustata non funzionerà mai come una cosa nata bene. Eppure, nonostante ciò, il gruppo consiliare del quale sono capogruppo votò astenuto proprio per una apertura di credito su uno strumento di carattere generale sul quale comunque noi avevamo grosse perplessità. 3.Quando l’assessore richiama fatti degli anni ‘80, gli ricordo che all’epoca l’unica cosa che ci accomunava era la frequentazione del De Amicis, ma io perché studente, lui perché là si tenevano le sedute di Consiglio Comunale. Quindi non so di cosa possa parlare; forse ad una classe politica da cui dimostra di non aver imparato niente. 4.Quando il sottoscritto parla, non lo fa a titolo personale, ma evidentemente lo fa anche avendo un ruolo politico-istituzionale, mentre sono ancora curioso di conoscere cosa avrebbe voluto dire un autorevole consigliere di Fi/Pdl sul suo conto tanto da dover chiedere una seduta di Consiglio a porte chiuse. 5. E’ evidente, come io stesso ho dichiarato, che il provvedimento del Tar riguarda un fatto particolare , per questo parlo, come la sentenza del resto, di annullamento parziale. Ed il Tar stesso non chiede di meglio motivare, ma di conformarsi al proprio annullamento. 6.le simpatie che intendo conquistarmi non sono certamente quelle dell’assessore che, tra l’altro e fortunatamente, non è arbitro delle carriere politiche di nessuno se non della sua”.



